Come il BIM cambierà il lavoro per gli addetti ai lavori

Entro il 2025 tutti gli appalti pubblici dovranno essere progettati con le nuove tecnologie BIM. Questa metodologia cambierà la vita dei cittadini, delle imprese, pubbliche amministrazioni e dei lavoratori del settore in modo radicale.

Cos’è il BIM

Il BIM è l’acronimo di Building Information Model (in italiano Modellizzazione delle Informazioni di Costruzione) ed è un processo rivoluzionario che porterà l’Italia nell’era digitale tramite l’ottimmizzazione della pianificazione, realizzazione, gestione di costruzioni tramite un software. La metodologia è diventata famosa dopo la creazione del programma ArchiCAD, sviluppato dalla azienda ungherese Graphisoft nel 1987, che fu la prima concreta implementazione del BIM con l’idea di costruzione virtuale. Nel 2025 non esisteranno più appalti che non verrannrealizzati con questa nuova metodologia rivoluzionaria.

I vantaggi di adottare una tecnologia BIM rispetto a quella CAD sono una maggiore una efficienza e produttività, costi minori, più velocità nella realizzazione dei progetti e più puntualità.

Dai dati diffusi nel 2013 dalla compagnia di consulenza europea Arch-Vision, l’Italia risulta essere tra gli ultimi posti dei paesi europei con solo il 10% dei progettisti che usano questa tecnologia e hanno scelto di seguire un corso BIM come quello di macformazione.com, tra i primi posti possiamo trovare i Paesi Bassi con il 51% seguiti dal Regno Unito con un 33%.

Come il metodo BIM cambierà il mondo del lavoro

La metodologia BIM dovrebbe essere in grado di coprire tutto il ciclo della realizzazione di un edificio, a partire dal disegno, fino al progetto esecutivo, garantendo di monitorare il progetto in modo più completo e di programmare meglio la manutenzione.

La più grande paura degli scettici a questo sistema è che possa togliere la creatività che invece si ha ora utilizzando semplicemente la carta e la matita, e che, in un futuro lontano, possano perdere il lavoro per essere ‘sostituiti’ da una macchina. Chi ha studiato per anni architettura si sente spaesato per la paura di aver studiato per anni una mansione che non è più richiesta. Mentre, chi ha provato, e utilizza il metodo BIM ha rassicurato che questa tecnologia non interferisce nel processo creativo, e rassicura che questo sistema porta molti vantaggi, tra cui i costi meno elevati, precisione e la produzione di un lavoro di qualità.

Per diventare uno specialista BIM bisogna aver frequentato un corso con un monte di didattica e di attività pratiche oltre ad avere già delle competenze tecniche, tecnologiche e progettuali. Inoltre per ricevere l’attestato bisognerà superare un esame finale per misurare le capacità apprese durante il corso, in più la figura specializzata nella tecnologia BIM dovrà seguire corsi di aggiornamento periodici per rimanere sempre aggiornato sui cambiamenti che il programma ArchiCAD effettua.

Secondo una indagine di ASSOBIM del 2019, il 42% del campione intervistato fra gli operatori del settore si dichiara carente in merito alla questione BIM, mentre 48% dichiara che le proprie conoscenze sono sufficienti, mentre solo il 10% afferma di avere delle ottime conoscenze in merito. Inoltre il 70% degli operatori del settore intervistati, si è dichiarato convinto che la tecnologia BIM sia uno strumento in gradi di ridurre in una misura importante i costi dei progetti dell’intero ciclo di vita dell’edificio. In più sempre il 70% degli intervistati si dichiara convinto della riduzione dei tempi della realizzazione di un opera, dall’inizio alla fine.

Dunque nel mondo, ma sopratutto in Italia, la strada da fare per fare integrare e conoscere il metodo BIM è ancora molto lunga, anche se grazie al decreto entrato in vigore il 29 Gennaio 2018 che prevede che dal 2025 tutte le opere nuove verranno costruite con questo metodo, si vede un accenno ad un miglioramento, ma soprattutto una entrata del nostro paese nell’era digitale.