La Calcolosi Renale ed Ureterale: dalla Diagnosi al Trattamento

Incidenza dei calcoli renali

La calcolosi renale, più nota con il nome comune di calcoli renali, rappresentano un disturbo comune con incidenza ogni anno di circa 8 casi ogni 100.000 individui adulti, che si manifesta con un forte dolore ai reni.

Coliche renali: Diagnosi e Trattamento acuto

In presenza di una colica renale è sempre bene rivolgersi ad un urologo esperto, come il Dott. Prof. Patrizio Vicini, in grado di consigliare il miglior approccio per il trattamento della calcolosi renale. La prima diagnosi deve evidenziare la presenza o assenza del calcolo, la sua localizzazione , le sue dimensioni, la presenza o assenza di idronefrosi renale.

Il trattamento acuto nell’immediato avviene tramite la somministrazione di FANS (ad esempio Ketorolac) ossia farmaci antiinfiammatori non steroidi, e con la terapia espulsiva con farmaci alfa-litici dove indicata (tamusolina o doxazosina).

La valutazione diagnostica si basa sul seguente imaging ossia Rx diretta delle vie urinarie, ecografia renale e vescicale eventuale TAC addome-pelvi.

Follow up

Il monitoraggio avviene entro 14 giorni per seguire l’evoluzione della posizione del calcolo renale e la presenza o eventuale risoluzione dell’ idronefrosi.

A due settimane oltre l’80 % di calcoli di piccole dimensioni inferiori ai 5-6 mm viene espulso spontaneamente.

Se tutto ciò non si verifica è necessaria una rimozione attiva che avviene tramite pinza cestello e sonda laser per via endoscopica ossia la così detta Ureterolitotrissia con Holmium Yag laser e ureterolitolapassi con basket.

Valutazioni in condizioni non acute

Lo studio del metabolismo può essere utile nei pazienti che presentano recidive di calcoli renali nel tempo. Tra gli esami ematici ricordiamo (glicemia, fosfatasi alcalina, fosforemia, calcemia, magnesiemia, potassiemia, cloremia,uricemia, creatinine mia,protide mia). Tra le analisi urine delle 24 ore (calcio, fosforo, magnesio, potassio, sodio, acido urico, creatinina).

Categorie Speciali

  • Calcoli urinari asintomatici: se di piccole dimensioni si opta per monitoraggio e trattamento conservativo, la rimozione è indicata se si sviluppano sintomi (dolori ai reni), ostruzione, infezioni recidivanti.
  • Bambini: vanno indagate alterazioni del metabolismo, neurologiche e congenite del sistema urinario.
  • Donne in gravidanza: in tali circostante le opzioni diagnostiche e terapeutiche sono ridotte per evitare danni al feto.

Prevenzione

Tra le migliori misure da adottare per prevenire la calcolosi renale ed uretrale ci sono senza dubbio le modificazioni dello stile di vita incrementando l’introito di liquidi fino a 2,5/3 litri di acqua al giorno, dieta ad alto contenuto di fibre e ridotto introito di sodio. Bisogna evitare di abusare di alimenti che contengono ossalato di calcio, un sale di calcio dell’acido ossalico che costituisce il principale costituente dei calcoli renali. È indicata una supplementare integrazione con citrati e farmaci se le recidive sono frequenti. Tra i farmaci ricordiamo l’allopurinolo in caso di iperuricemia.